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L’ARPEG è la risposta alla sempre più pressante richiesta delle committenze pubbliche e private di professionisti altamente specializzati nel settore del ripristino,cura e valorizzazione dell’immenso patrimonio di paesaggi e giardini storici.

L’Accademia infatti è un’iniziativa unica al mondo nata per porre rimedio al notevole vuoto formativo esistente nell’ambito della preparazione dei professionisti in grado di intervenire adeguatamente sui paesaggi e giardini storici

Per troppo tempo la difesa del patrimonio storico architettonico italiano, il più consistente al mondo, è stata caratterizzata da interventi di restauro e di conservazione rivolti ai soli edifici. Tale modus operandi in non pochi casi ha comportato la perdita totale o complessiva dell’impianto vegetale originario.

L’Accademia fornisce a Architetti, Ingegneri e Botanici gli elementi di arricchimento necessari alla progettazione ed alla gestione del corretto intervento nell’ambito dei complessi procedimenti di ripristino, cura e manutenzione del verde storico, offrendo anche la possibilità di acquisire crediti formativi e professionali.

“Il giardino, al pari di ogni altra risorsa, costituisce un unicum, limitato, peribile, irripetibile, ha un proprio processo di sviluppo, una propria storia (nascita, crescita, mutazione, degrado) che riflette le società e le culture che lo hanno ideato, costruito, usato o che, comunque, sono entrate in relazione con esso.

Per quanto concerne i metodi e i modi d’intervento si richiama la piena validità della carta del restauro del 1964 e delle disposizioni del 1972 in base ai principi in esse indicati e al conseguente dibattito che ne è seguito, l’intervento di restauro dovrà rispettare il complessivo processo storico del giardino, poiché tale processo materializza l’evoluzione della struttura e delle configurazioni via via assunte nel tempo.

Pertanto ogni operazione che tendesse a privilegiare una singola fase assunta in un certo periodo storico e a ricrearla ex novo, a spese delle fasi successive, comporterebbe una sottrazione di risorse e risulterebbe riduttiva e decisamente antistorica.

L’intervento perciò dovrà identificarsi con un intervento di conservazione, e tale obiettivo dovrà essere conseguito e garantito nel tempo attraverso un processo di continua, programmata, tempestiva manutenzione.” (Carta Italiana dei Giardini Storici)